Adam Zagajewski

“I look at a photograph of the city where I was born, at its lush gardens and winding streets, at the hills, the Catholic roofs, the domes of Orthodox churches, where on Sunday the basses sing so mightily that neighboring trees sway as in a hurricane; I gaze at the photograph, I can’t tear my eyes away, and suddenly I imagine that they’re all still alive as if nothing had happened, they still scurry to lectures, wait for trains, take sky-blue trams, check calendars with alarm, step on scales, listen to Verdi’s arias and their favorite operetta…”

From: I Look at a Photograph, Adam Zagajewski
“Della fotografia mi piaceva la granulosità. La superficie delle cose e delle persone fotografate non si rapprendeva in macchie dense e compatte, ma era composta da puntini, da granuli, le immagini erano irreali, nebulose, testimoni della fragilità del mondo. Tra i punti neri che, come in un ricamo, formavano l'immagine, s'intravedeva lucente il bianco del nulla.”

Adam Zagajewski, Tradimento, Adelphi
“Una fotografia lo ritrae mentre, vestito con grande eleganza, legge il giornale al tavolino di un caffé al Sud della Francia. È immerso nella lettura. La foto è in bianco e nero, ma si avverte il sole della Provenza schermato dall’abat-jour dei platani. Un breve attimo di quiete, di riposo, e insiemeil breve attimo in cui il protagonista della fotografia sembra dir: appartengo a questo istate, certo, la luce del Sud è la mia luce, le foglie dei platani sono il mio riparo preferito contro il sole, e tutto quel che so del mondo lo appredno da questo giornale.”

Adam Zagajewski, Tradimento, Adelphi



“L’ultima pagina, invece, aveva il suo fascino. Di lunedì era abbellita dall’immancabile foto di un portiere sospeso per aria, abbarbicato alla palla ed eternamente fluttuante al di sopra della terra. In quel suo meraviglioso viaggio aereo, il portiere poteva contemplare dall’alto terre e mari, città e paesaggi; con la solita divisa nera e i guanti, si faceva beffe della legge di gravità e - protese le braccia e i palmi ad afferrare la palla - irradiava il fervore mistico dei monaci medioevali. Volava, planava, si levava leggero e restava immobile sulla superficie del campo di gioco (sopra il rettangolo verde, come dicevano sempre i commentatori sportivi), sospeso in orizzontale, più luccio che homo sapiens. Cretura di un altro pianeta.”

Adam Zagajewski, Tradimento, Adelphi