Bruno Schulz

“Erano pochi coloro che, non prevenuti, notavano la strana particolarità di quel quartiere: la mancanza dei colori, come se in quella città mediocre, cresciuta in fretta, non ci si fosse potuti permettere quel lusso. Tutto là era grigio come nelle fotografie monocolori, come nei prospetti illustrati. Questa rassomiglianza varcava i limiti di una semplice metafora, giacché a volte, aggirandosi in quella parte della città, si aveva veramente l’impressione di sfogliare un prospetto o le noiose rubriche di pubblicità commerciale, in cui si annidavano, come parassiti, annunci sospetti, note scabrose, illustrazioni equivoche; quelle scorribande erano ugualmente sterili e inutili come gli eccitamenti della fantasia scatenata dagli impaginati e dalle colonne di certe riviste pornografiche.”

Bruno Schulz, La via dei coccodrilli, Einaudi
“È una giornata grigia, come sempre in quel quartiere, e l’intera scena sembra a tratti una fotografia di giornale illustrato, tanto grigie, tanto piatte sono le case, le persone e i veicoli. Quella realtà è sottile come carta e da tutti i pori tradisce il suo carattere imitativo. In certi momenti si ha l’impressione che soltanto in quello scorcio che abbiamo di fronte tutto sia predisposto per dare l’immagine precisa di una grande arteria cittadina, mentre già ai lati quella mascherata estemporanea si decompone, si dissolve e, incapace com’è di sostenere fino in fondo la sua parte, si sgretola dinanzi a noi in un ammasso di gesso e di segatura, nel magazzino di sbratto di un immenso teatro vuoto.”

Bruno Schulz, La via dei coccodrilli, Einaudi
“A poco a poco la questione della scelta del vestito passa in second’ordine. Quel giovanotto effeminato e smidollato fino alla corruzione, pieno di comprensione per le piú intime emozioni del cliente, sciorina adesso davanti ai suoi occhi etichette particolari, un’intera biblioteca di marche depositate, una collezione da raffinato conoscitore. Si rivela allora che il magazzino di confezioni altro non era che la facciata dietro la quale si nascondeva un negozio d’antiquario, una raccolta di pubblicazioni altamente equivoche, di riviste particolari. Il servizievole commesso apre altri magazzini, pieni fino al soffitto di libri, incisioni e fotografie. Quelle vignette, quelle incisioni oltrepassano di gran lunga i nostri sogni piú arditi. Mai avevamo sospettato simili vette di corruzione, simili vagheggiamenti di lussuria.”

Bruno Schulz, La via dei coccodrilli, Einaudi