opcit

Jonathan Safran Foer




“Sembra molto improbabile che possa averla amata. Ma non c’è un che di strano nella foto, la vicinanza fra loro due, anche se non si stanno guardando? Il modo in cui non si stanno guardando. La distanza. Fa un grande effetto, non credi?”

Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata
“Lei pensa: Che magnifici ritratti, così piccini e così precisi! Si concentra su una fotografia in particolare. C’è una bambina che tiene per mano la madre. Stanno in una spiaggia, o così sembra da tanto lontano. La bambina, la bimba perfetta, volge lo sguardo altrove, come se qualcuno facesse smorfie per strapparle il sorriso, e la madre – ammesso che sia sua madre – sta guardando la bambina. Brod si concentra ancora di più, stavolta sugli occhi della madre. Sono verdi, immagina, e profondi, come il fiume che porta nel suo nome. Sta piangendo? si chiede Brod, appoggiando il mento al davanzale. O l’artista stava solo cercando di farla apparire più bella? Perché secondo Brod era bellissima. Aveva esattamente l’aspetto che lei immaginava per sua madre.”

Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata
“Ieri sera ho deciso di non andare in nessuno dei posti famosi. Invece mi sono insediato nella spiaggia. Però non ero nella mia normale solitudine, avevo portato con me la foto di Augustine. Devo confessarti che la ispeziono con molta ricorrenza e persisto a pensare a quello che avevi detto, circa l’innamorarsi di lei. Lei è bellissima. Hai proprio ragione.”

Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata