Il posto d’onore


“Parlavano spesso di lui e al suo ritratto era stato assegnato il posto d’onore, in sala da pranzo: una fotografia incorniciata, ornata da una coccarda tricolore e da un nastro a lutto. Era stato ritratto con l’uniforme: sembrava più alto, più imponente di quanto in realtà non fosse. Davanti all’obiettivo aveva raddrizzato il collo e aveva tenuto a freno l’abitudine di tirarsi la barba o strofinarsi gli occhi stanchi... Guardava davanti a sé con un’espressione strana, saggia, attenta, dolce, ma nella quale si coglieva una certa freddezza, seppure appena percepibile, una sorta di distacco, come se in quel giorno, in quel villaggio delle retrovie nel quale era stato fotografato una settimana prima che morisse, avesse detto per sempre addio al mondo.”

Irène Némirovsky, I fuochi dell’autunno, Adelphi