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Sandor Marai





“Chi è in grado di fotografare, di fissare, di toccare con mano l’istante in cui qualcosa si spezza tra due persone? Quando è successo? Di notte, mentre dormivamo? Oggi a mezzogiorno, mentre pranzavamo? Poco fa, quando sono venuto nell’ambulatorio? Oppure già da molto tempo, solo che non ce ne siamo accorti? E abbiamo continuato a vivere, a parlare, a baciarci, a dormire insieme, a cercare la mano, lo sguardo l’uno dell’altro, come pupazzi a molla ai quali è stata data la carica: malgrado si sia rotta una molla, il meccanismo funziona ancora per un po’ e gira cigolando...

Sandor Marai, Divorzio a Buda, Adelphi
“Nella foto il padre indossava l'uniforme di capitano della guardia. I capelli erano mossi e ondulati come quelli di una fanciulla. Dalle spalle gli pendeva il mantello bianco degli ufficiali della guardia che lui tratteneva sul petto con la mano inanellata. E teneva la testa piegata da un lato, con aria altera e risentita. Non disse mai in che occasione l'avessero offeso, ne perché.”

Sandor Marai, Le braci, Adelphi
“Nella fotografia indossa un corsetto celeste, con una croce d’argento appesa a un cordoncino nero che le cinge il collo – bianco e delicato come quello di una fanciulla – e un mazzolino di mughetti infilato nella scollatura della camicetta. I suoi occhi sono vuoti, limpidi e tristi come occhi di vetro.”

Sandor Marai, Confessioni di un borghese, Adelphi
“Né i figli né i figliastri la nominavano mai. Tutto ciò che rimane di lei è una fotografia a colori «formato gabinetto», che mostra un bel volto femminile semplice e triste, quello di una fanciulla più che di una giovane donna. Il suo segreto, sempre che ne avesse uno, venne custodito gelosamente dalla famiglia, e fu sepolto insieme ai morti.”

Sandor Marai, Confessioni di un borghese, Adelphi
“Ecco tutto ciò che so di questo nonno che non ho mai conosciuto, visto che morì vent’anni prima che io nascessi. Appeso alla parete della mia stanza tengo il suo ritratto, al quale rassomiglio in maniera impressionante: anch’io ho una faccia godereccia, flaccida e grassoccia, con labbra tumide e pendule, e se mi facessi crescere la barba sarei la copia esatta di quell’estraneo che mi fissa dalla fotografia.”

Sandor Marai, Confessioni di un borghese, Adelphi
“Tra le fotografie, gli era rimasta una vecchia immagine colorata a mano della madre: la giovane donna tiene in grembo il piccolo Kristóf di un anno, indossa una camicetta nera, sul petto una spilla con cammeo, lo sguardo interrogativo e diffidente fisso in avanti come a chiedere: «Avevo ragione; chi può negarlo?».”

Sandor, Marai, Divorzio a Buda, Adelphi