La mia Mosca


“Il Vecchio Arbat, il mio amato Arbat è tutto ingombro di bancarelle: matrioske, samovar, icone, fotografie dello zar e della sua famiglia. Ritratti fotografici dei generali bianchi, Kolčak, Denikin e un busto di Lenin… Matrioske d’ogni tipo, con la testa di Gorbačëv, con la testa di El’cin. Non riconoscevo più la mia Mosca. Dov’ero capitata? Un vecchio suonava la fisarmonica seduto su quattro mattoni. Aveva il petto coperto di medaglie. Cantava canzoni di guerra e ai suoi piedi c’era un cappello con dentro qualche moneta."

Svetlana Aleksievič, Tempo di seconda mano, Bompiani