“Per strada, fu preso dal panico quando si rese conto di non sapere il nome degli alberi (acero, noce, tiglio, quercia, ecc.) dei fiori (tagete, petunia, giglio, iris, ecc.) e delle automobili (Toyota, Nissan, Cadillac, Infiniti, ecc.). Sembravano macchie vuote, come pagine di un album di fotografie da cui avessero strappato via tutte le immagini. Si sforzò di distogliere lo sguardo assente dalle strade che non riusciva a comprendere e di camminare tenendo gli occhi fissi davanti ai propri passi: fenditure nel cemento, mozziconi schiacciati, rametti rotti, impronte pietrificate. Avrebbe voluto essere cieco.”

Aleksandar Hemon, Blind Josef Pronek & Dead Souls, Einaudi