opcit

Francisco Coloane




“Durante un naufragio, lei era morta e lui si era salvato nuotando fino a riva. Nella piccola cabina personale teneva sempre il suo ritratto, con sotto dei fiori secchi. Occhi di un azzurro profondo e velati d’ombra.»

Francisco Coloane, Antartico, Guanda
“Leptún Pascual teneva appesa alla parete ricurva della sua cuccetta, quasi fosse la fotografia ingiallita di una fidanzata dei tempi andati, con tanto di cornice in nocciolo abbellita da motivi floreali intagliati con le proprie mani, la fregata Puerto Montt che affrontava la tempesta. Non sembrava una fotografia, ma neppure uno di quei quadri convenzionali dipinti da pittori leziosi, che mostrano vele spiegate in piena tempesta. Era una vera opera d’arte, di singolare realismo. Un’immagine probabilmente scattata da un’altra nave arrampicatasi sulla cresta di una montagna d’acqua, alle cui falde, scarrocciando a tribordo, stava piombando il grandioso veliero con tre vele quadre, due sull’albero maestro e una issata a metà su quello di mezzana.»


Francisco Coloane, Antartico, Guanda
“Il mattino seguente, nei recinti, il caposquadra aspettava con una certa impazienza di vedere che impressione avrebbe fatto sul suo giovane compagno di lavoro la fotografia della signora, già appesa a una parete della sala da pranzo.
Il secondo caposquadra si alzò portando con sé la sua bardatura da lavoro e, passando davanti alla fotografia, rimase atterrito. Non riusciva a credere ai suoi occhi.
Era possibile una coincidenza così singolare, o meglio, un simile brutto scherzo del destino?
Si avvicinò per guardarla meglio, e un brivido mai provato prima lo scosse e gli fece stringere i pugni e aggrottare la fronte. Un’oscura e indefinibile sofferenza lo scosse nel profondo.
«Dio mio, è proprio lei!» balbettò... »


Francisco Coloane, Capo Horn, Guanda