Bagagli


“E dunque, Viktor caro, anch’io ho radunato le mie cose. Ho preso il cuscino, un po’ di biancheria, la tazza che mi avevi regalato tu, un cucchiaio, un coltello, due piatti. Si ha bisogno d’altro, forse? Ho preso anche alcuni strumenti medici. E ho portato con me le tue lettere, le fotografie della mia povera mamma e di nonno David, e quella dove ci siete tu e tuo padre, poi un volumetto di Puškin, le Lettres de mon moulin, la raccolta di Maupassant dove c’è Une vie, un vocabolario, il volume di Čechov con Una storia noiosa e Il vescovo, e il mio cesto era già colmo. Quante lettere ti ho scritto, sotto questo tetto, quante notti ho pianto per ore sulla mia solitudine... Adesso posso finalmente confessartelo.”

Vasilij Grossman, Vita e destino, Adelphi