Piccioni e fiorami



“Egli mi tese una fotografia tutta sgualcita. In essa era raffigurato Timofej Kurdjukov, guardia campestre, dalle spalle quadrate, berretto regolamentare e barba ben pettinata: immobile, con gli zigomi sporgenti, ed un lucido sguardo negli occhi incolori ed inespressivi. Al suo fianco, seduta su una poltroncina di bambú, si vedeva una minuscola contadina, in camicetta sbuffante, dai lineamenti macilenti, sereni e impacciati. Ma contro il muro, contro un pietoso sfondo fotografico provinciale a piccioni e a fiorami, s’alzavano due giovanotti mostruosamente enormi, ottusi, musoni, dai grandi occhi di pesce morto come all’istruzione: i due fratelli Kurdjukov, Fëdor e Semën.”

Isaak Babel’, L’armata a cavallo, Einaudi