opcit

Autori vari




“Elle se souvient de ça qu'elle avait oublié. De l'arrière du bateau était venu un jeune homme habillé d'une veste sombre comme en France. Il portait un appareil-photo en bandoulière. Il photographiait les ponts. Il se penchait hors du bastingage et il photographiait aussi la proue du paquebot. Puis la mer seulement il photographiait. Puis plus rien.”

Marguerite Duras, L'amant de la Chine du Nord, Folio
“Mi avvicino al piccolo mobile dove ci sono i vecchi album di foto di famiglia. È a questo che servono gli album, penso: a farci credere che da bambini siamo stati felici. A dimostrarci che non vogliamo accettare quanto siamo stati felici.”

Alejandro Zambra, Modi di tornare a casa, Mondadori
“Egli mi tese una fotografia tutta sgualcita. In essa era raffigurato Timofej Kurdjukov, guardia campestre, dalle spalle quadrate, berretto regolamentare e barba ben pettinata: immobile, con gli zigomi sporgenti, ed un lucido sguardo negli occhi incolori ed inespressivi. Al suo fianco, seduta su una poltroncina di bambú, si vedeva una minuscola contadina, in camicetta sbuffante, dai lineamenti macilenti, sereni e impacciati. Ma contro il muro, contro un pietoso sfondo fotografico provinciale a piccioni e a fiorami, s’alzavano due giovanotti mostruosamente enormi, ottusi, musoni, dai grandi occhi di pesce morto come all’istruzione: i due fratelli Kurdjukov, Fëdor e Semën.”

Isaak Babel’, L’armata a cavallo, Einaudi
“Ti ringrazio molto per le fotografie, ma non è vero che Jarmila ti assomiglia, al massimo per una certa luce, una certa luminosità che sfiora il suo viso come il tuo.”

Franz Kafka, Lettere a Milena
“C’è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l’ha sempre conservata, se l’è portata dietro dappertutto, e l’ha appesa come un’icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell’uomo. E ha avuto quella donna.

Emmanuel Carrère, Limonov, Adelphi
“I have been walking on the beach and I have gazed at the forms which the Creator has painted in the sky. I have seen the Chariot of Fire transformed into the arching neck of a swan. Beautiful! The hand of the Creator! One should either paint or photograph his work. But I am not a painter and I do not possess a camera.”

Bruce Chatwin, In Patagonia, Vintage
“A gust of wind blew in at the window, sweeping some of the photographs to the floor – twisted in a heap, they lay there like unwanted items – this brought back an even sharper image of the body in the open coffin and the photographer trying to record something that was already hard and still.He remembered Marianna’s nipples stiffening beneath his hands, and it occurred to him that death is a lover with no inhibitions or mercy.”

Żanna Słoniowska, The House with the Stained-Glass Window, Maclehose Press
“Il posto è lo stesso, ma ogni foto è diversa dall'altra. Ci sono le mattine col sole e quelle con le nuvole, c'è la luce estiva e quella autunnale. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C'è la gente con cappotto e stivali e la gente in calzoncini e maglietta. Qualche volta la gente è la stessa, qualche volta diversa. E talvolta la gente diversa diventa la stessa mentre quella di prima scompare. La terra gira intorno al sole e ogni giorno la luce del sole colpisce la terra con un'inclinazione diversa.”

Paul Auster, Smoke, 1995, Einaudi
“Si raccontava che quando si facevano foto con quella pellicola, nelle immagini tutte le ragazze vestite apparissero nude. Che effetto avesse quella pellicola sugli uomini vestiti non è stato tramandato dalla leggenda. Ma le ragazze nude ci bastavano e avanzavano. (...)
Quando però arrivo la Grande Svolta, prese quasi tutti alla sprovvista. L’assortimento di merci capitalistico si riversò senza preavviso su tutta l’Europa dell’Est e ci sotterrò sotto gomma da masticare a buon prezzo e auto usate. A ogni angolo spuntarono nuovi negozi, nuove attività e chioschi. Aprirono anche molti negozi di fotografia. Offrivano un’ampia scelta di carta fotografica e di pellicole con maggiore o minore sensibilità alla luce, costose o a buon prezzo, ma della pellicola rossa non c’era neanche l’ombra. Da allora molti in Russia pensano che i capitalisti non ci abbiano concesso il vero capitalismo. Si sarebbero tenuti per sè le cose migliori, da usare in una ristretta cerchia, a noi hanno venduto solo robaccia.”


Wladimir Kaminer, Niente sesso: siamo socialisti, Mimesis